domenica, febbraio 24

L'incontro

Ferrara con il Papa dopo la messa in Santa Maria Ausiliatrice al Testaccio.

«Ragazzi, siate protagonisti della vostra crescita»

«Troppe incertezze circolano nella nostra società, troppe immagini distorte sono veicolate dai media. Genitori e docenti sono tentati di rinunciare al proprio compito. Proporre qualcosa di valido e di certo ai giovani diventa difficile. Tuttavia vi dico: anche oggi educare al bene è possibile».

Leggi qui la “Lettera sul compito urgente dell’educazione” che il Santo Padre ha letto ieri in Piazza San Pietro.

sabato, febbraio 23

Cultura, si fa sul serio

Inutile invettiva

L'avevo già detto su questo blog che gli ordini professionali andrebbero aboliti? Lo faccio ora. Già mi ero vergognato di quello dei giornalisti per la meschinità con cui ha trattato il caso Farina, già mi infastidisce quello degli architetti per l'ingerenza sull'economia della mia famiglia, e adesso ci si mette pure quello dei medici a dire che «la 194 è una legge moderna, sì alla Ru486»,. Chi rappresentano ancora non lo sappiamo bene, chi li paga ci è molto più chiaro, chi li abolirà possiamo dirlo con certezza. Nessuno.

Ma non erano intellettuali?

Posto che per me la laurea non vale nulla. O meglio, non dice nulla in più o in meno dell'intelligenza di una persona. Anzi, oggi si fa forse migliore figura a non vantare alcun curriculum accademico. È un fatto però che la sinistra così attenta alla cultura, da sempre rappresentativa dei circoli intellettuali del paese - professori universitari, architetti, giornalisti, scrittori e attori, per la maggioranza - come ha ricordato Berlusconi (forte del suo 110/110 in giurisprudenza alla Statale di Milano) sosterrà un semplice diplomato come presidente del Consiglio, un altro non laureato a sindaco di Roma, una ventisettenne con laurea triennale a capolista del Pd nel Lazio. È utopistico aspettarsi da questi personaggi i finanziamenti all'università e alla ricerca? Speriamo di no.

Stiamo arrivando

Pezzotta-Udc: è quasi fatta. Non azzardiamo numeri e percentuali, ma il centro si allarga. Piaccia o no, questa è la notizia. Arrivederci ai prossimi sondaggi.

Giudicate voi



"Da tempo non si rendevano più conto di ciò che poteva avere di morale o di immorale la vita che conducevano, perché era quella del loro ambiente. La nostra epoca senza dubbio, per chi ne leggerà la storia tra duemila anni, sembrerà immergere certe coscienze tenere e pure in un ambiente vitale che apparirà allora come mostruosamente pernicioso e dove esse si trovavano a loro agio".
(Marcel Proust, Temps retrouvé)

La tragedia resta incompresa. Tutto è organizzato da noi per distrarci dall’orrore, per evitare lo sguardo della Medusa che potrebbe impietrirci.
Il problema è non distogliere lo sguardo e vedere tutto. Il problema è se un giorno riusciranno a vedere tutto. Dico riusciranno perché noi pretendiamo di avere già visto e di vedere ogni giorno e per questo chiediamo di tenere sempre gli occhi aperti.

“La storia recente è il documento di una vasta cospirazione per imporre un unico livello di coscienza meccanica al genere umano e sterminare tutte le manifestazioni di quella preziosa parte di senzienza, identica in tutti gli uomini, che l’individuo divide col suo Creatore. La soppressione dell’individualità contemplativa è quasi completa. Gli unici dati storici immediati che possiamo conoscere e sui quali possiamo agire sono quelli propinati ai nostri sensi mediante i sistemi di comunicazione di massa. Questi mezzi sono esattamente i luoghi in cui le sensibilità e le confessioni della realtà più profonde e più personali sono più proibite, beffate, soffocate. Poiché i sistemi di comunicazione di massa possono comunicare soltanto livelli di realtà ufficialmente accettabili, nessuno può sapere la misura della vita inconscia segreta”.
(Allen Ginsberg, New York, agosto 1959)

Voci fuori dal coro? No, grazie

Si aprono scommesse sull'eventualità che Amicone torni mestamente all'ovile.
Per chi non fosse del giro, legga questo articolo di Filippi sulle posizioni dei ciellini in politica.

Appello alla dignità

Le contraddizioni in politica le puoi nascondere, le puoi dissimulare. Soprattutto in campagna elettorale le puoi spiegare ai tuoi elettori, mostrarle sotto un'altra veste. Addirittura puoi convincerti di averle risolte. Ma poi inevitabilmente ritornano, puntuali si ripresentano all'attenzione di tutti, e allora non puoi più sfidare i fatti, sei costretto a riconoscerli, ad assecondarli.
Qualche cosa di simile sta succedendo in queste ore ai cattolici del Pd. I giorni felici che sono seguiti alla sofferta integrazione nel nuovo partito sembrano già lontani. Eppure la difficile conciliazione con la preponderante anima diessina pareva riuscita. C'era stata la suddivisione dei delegati, c'era stato il manifesto dei valori e tutte le assicurazioni del caso. E mentre i teodem inneggiavano autocompiacenti a una rinnovata maturità politica nel segno di laicità e progressismo, qualche maligno giudicava ancora improbabile e sconveniente la fusione della Margherita nei Ds, e diceva che no, non si confonde la propria identità, non vi è compromesso che tenga sui propri valori.
Oggi a che punto siamo? Siamo al punto in cui Veltroni ha arruolato l'armata anticlericale al comando di Pannella. Una scelta su cui la Binetti si è detta "perplessa e amareggiata" perché, come riconosce la senatrice senza giri di parole, i radicali "sono portatori di una cultura totalmente opposta a quella dei cattolici". E non è difficile darle ragione, se uno dei primi candidati da loro proposti è quel Sergio Viale favorevole all'introduzione in Italia della pillola Ru486 dell'aborto fai-da-te, quel ginecologo che non si vergogna a dire che sono "normali gli aborti anche con feti sani", naturalmente per salvaguardare la salute psichica della donna, quel moderno faustiano che aspetta con trepidazione l'avvento dell'eutanasia nel nostro paese.
Nel caso non venisse eletto, non si preoccupi. Ci penserà Veronesi, capolista in Lombardia del Pd al Senato, a sostenere questa ennesima battaglia di civiltà. Non si preoccupi nemmeno la Binetti, non si preoccupino i tanti preti, le tante suore che per coscienza guardano a sinistra. Non è colpa di Pannella, non c'entra nulla Viale. Le contraddizioni c'erano prima, ci sono oggi, ci saranno domani. Si girino dall'altra parte, se ne sono capaci. Provino ancora ad accomodarle, se hanno la faccia per farlo.
Oppure pretendano rispetto, rivendichino dignità.

giovedì, febbraio 21

Ma la chiesa chi vota?

E anche la lista è fatta. I candidati ci sono e la grande moratoria culturale è diventata elettorale, anche se nessuno se l'aspettava e nessuno, in fondo, ci credeva.
L'apparentamento no, non c'è e a meno di improbabili sorprese non ci sarà. Berlusconi non ha voluto, un po' perché lui di queste cose non parla, un po' perché AN con queste cose non è d'accordo, un po' - dicono i maligni - perché al centro Ferrara darà più fastidio a chi, della battaglia contro l'aborto, ha da sempre fatto uno dei suoi punti programmatici, quell'Udc tanto inviso al Cavaliere e mai troppo simpatico all'elefantino.
Intanto, nella lista, si profilano anche nomi noti. Tra persone da sempre attive nei centri di aiuto alla vita, come la capolista Bonzi, compaiono anche conosciutissimi giornalisti. Come Luigi Amicone, che Ferrara definisce "appassionato dirigente di Comunione e liberazione". Il direttore del settimanale Tempi, formigoniano convinto, ha scelto l'impegno in prima persona, questa volta in una lista concorrente al Popolo della Libertà (ma non in Lombardia, dove la Lista Ferrara non si presenterà al Senato). Il governatore da parte sua, dopo aver ribadito in diversi interventi, tra cui questo articolo pubblicato sul Corriere, che la rappresentanza dei credenti e la difesa dei loro valori è nella mani sicure di politici del PdL - e quanto al suo operato in Lombardia, non si può negarlo -, ha cercato in tutti i modi di convincere Silvio a imbarcare l'amico Ferrara, ma senza riuscirci.
Tra i cattolici il nuovo soggetto ha d'altra parte suscitato le reazioni più diverse: da chi non aspettava altro che una motivazione veramente nobile per ridare vigore alla sua partecipazione politica, a chi lo ritiene lo strumento sbagliato di un pensiero giusto (leggi l'articolo di Vittadini sul Giornale di oggi), fino al dispetto di chi teme l'eccessiva frammentazione del voto cattolico.
Anche nei sacri palazzi la posizione non è ancora ben delineata, e a proposito basti notare le controverse prese di posizione dell'Osservatore Romano o di Famiglia cristiana rispetto all'articolo di Avvenire in cui Boffo si pronunciava a favore di un partito cristiano di centro («Salvaguardare l'esistenza di un partito che fa diretto riferimento alla dottrina sociale della Chiesa», sono state le parole del direttore).
Tutto è ancora in evoluzione, e l'intento di queste poche righe non è appena di spiegare ma almeno di sollevare i problemi, evidenziare la complessità e anche le contraddizioni che sono in gioco. Arrivederci a presto, sempre su word-ing, per le prossime puntate dell'intricata vicenda.

Il gran rifiuto

Casini no, Yespica sì. Si può dire tutto delle scelte di Berlusconi ma in questo caso come non capirlo...
La politica della bellezza paga sempre, soprattutto in termini elettorali. Che poi, una volta eletti, questi candidati non sappiano, politicamente parlando, né leggere né scrivere, che importa? Niente. Comunque, per la cronaca, la signorina ha rifiutato l'invito del Cavaliere. Chissà se per pudore o perché da brava venezuelana vanta l'amicizia di Chavez...
E mentre Cossiga sostiene che la scelta di Berlusconi è motivata dalle «doti di intelligenza» della showgirl - inutile negarlo - anche a sinistra si collezionano i candidati "di facciata". È il caso di Fuksas, manco a dirlo noto architetto romano. Insomma, a destra le belle donne, gli sportivi, a suggellare l'immagine della pop-politik; a sinistra gli architetti, gli attori, gli scrittori, come a dire "come siamo cool" e intellettuali e snob - ma questo non lo dicono - e le TV di Berlusconi chi le guarda. Cambieranno i partiti, ma l'Italia non cambia mai.

Rassegna stampa CLU_aborto

"Oggi si parla dell’aborto soprattutto come diritto della donna, come difesa della sua libertà, della sua possibilità di autodeterminazione. Eppure anche dall’osservazione del caso di Napoli sorgono alcune domande.
Si parla del diritto della donna a poter scegliere. Non si parla del diritto del nascituro alla vita stessa. Perché il primo dovrebbe prevalere sul secondo?".
Continua qui.

martedì, febbraio 19

Di Pietro su, Polito giù: ahi ahi PD

(Adnkronos) - "Il PD e Di Pietro hanno due visioni della politica totalmente differenti. E infatti ho deciso di non ricandidarmi nelle liste del PD". Lo ha affermato il senatore Antonio Polito partecipando oggi ad una iniziativa del "Circolo del Buon Governo".

La migliore vendetta

Pervez Musharraf ha perso le elezioni politiche pakistane. In testa figura il partito dell’ex premier assassinato, Benazir Bhutto.

Un popolo torna a sperare

Fidel Castro ha rinunciato alla presidenza e alla carica di comandante in capo di Cuba (leggi la notizia).
Osservatori internazionali fanno notare che il lìder maximo cubano lascia dopo solo un mandato.

Si comincia!

Buona battaglia a tutti, e che sia dalla parte giusta.

domenica, febbraio 17

Cadute di tono

da Repubblica.it - VIOLINISTA TEDESCO INCIAMPA E DISTRUGGE STRADIVARI
È inciampato poco prima dell'inizio del concerto e cadendo ha distrutto il suo prezioso Stradivari. È accaduto a David Garrett, 27 anni, uno dei più brillanti violinisti tedeschi, nato ad Aquisgrana ma residente da anni a New York. Mentre si avviava a salire sul palco del 'Barbican Centre' di Londra per il suo concerto, Garrett inciampando è caduto di peso sul suo Stradivari del 1710 e lo ha ridotto in pezzi. «Sono rimasto a terra sconvolto, incapace di dire una parola o di rialzarmi», ha dichiarato il violinista alla stampa tedesca. In ogni caso da Milano gli è stato immediatamente recapitato in aereo un altro Stradivari, con il quale potrà continuare a esibirsi.

Mica poco

Far leggere la chiusura di un articolo prima dell'articolo è un po' come raccontare il finale di un film a chi si appresta a schiacchiare play, ma questa volta non ho resistito. È Ferrara che dice cosa ha perso e cosa ha guadagnato nell'avventura della lista... Per chi non vuole però rovinarsi la sorpresa, legga qui quel che viene prima.

"Ho guadagnato un sentimento potente, invincibile, quello di fare la cosa giusta al momento giusto, e pazienza se i mezzi non saranno proprio conformi a puntino, pazienza, basta che siano commisurati alla natura della cosa, amorevoli e sensati. Ho guadagnato quella cosa strana, così vicina a una conversione ancora senza fede e così lontana dall’etica kantiana, bella ma un po’ rinunciataria, che è la trasformazione della propria vita in totale buonumore, come dice Ratzinger, in comprensione e legame anche con chi ti respinge. Mica poco".

«Ciao mio eroe, continuerò il tuo lavoro»

Queste le parole di Giusy, la figlia diciottene di Giovanni Pezzulo, ucciso mercoledì in uno scontro a fuoco in Afghanistan, in un articolo di Davide Rondoni pubblicato oggi su Avvenire (leggi qui "Una ragazza ci insegna cos'è l'ideale).

sabato, febbraio 16

C'eravamo tanto amati

ilFoglio.it

È online il nuovo sito del Foglio. Molte novità.
Su tutte REUNION, la breve cronaca della riunione di redazione della mattina.
Sulla sezione FOGLIANTI, Luca hai ragione, risente un po' del moderno giornalismo narcisista, ma devi ammettere che aggiungere le foto alle biografie ci ha regalato una entusiasmante e un po' dolorosa scoperta: la Benini è pure bella!

Amate l'architettura - Gio Ponti a Milano

Domus, la rivista di architettura arte e design fondata da Gio Ponti, in occasione dei suoi 80 anni di attività organizza due weekend (16-17 e 23-24 febbraio) di visite guidate gratuite a otto opere del grande maestro milanese.

Ogni partecipante può comporre a proprio piacimento l’itinerario. Laureandi in architettura accolgono i visitatori sul posto e spiegano le singole opere, collegate da bus navetta Atm ogni venti minuti.

Clicca qui per vedere l'itinerario.

venerdì, febbraio 15

Silenzio, prego

Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Elisabetta Visalberghi, il vostro appello pubblicato da Micromega è sconsolante.
Non so chi rappresentiate, se la meglio parte del progressismo snob ma egualitarista, ricco ma terzomondista del Pd sezione pari opportunità, o solo voi stesse e i vostri corpi, voi stesse quindi i vostri corpi e basta, niente di più - per come vi concepite - voi stesse e la vostra storia di triste audeterminazione. Non lo so, ma qui ci va di mezzo tutto il genere femminile, e se fossi una donna, un po' mi vergognerei.

Chiamate "valori non negoziabili" il vostro "diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze". A parte questa affermazione, che risulta falsa anche a una prima e semplice messa alla prova dell'esperienza più concreta e quotidiana del vivere, io credo che di parole ne abbiate dette anche troppe, in questa lettera, e forse sarebbe stato meglio fermarsi prima, oppure non scriverla affatto.
Dite che "se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto - ma i medici, scusate, che ci stanno a fare se non per difendere e curare la vita? -; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; - è dimostrato però che il feto soffre comunque, ma questo non ha importanza per voi -; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo - così che sia fino in fondo sex without children, e anche senza pensieri, senza fastidiosi rimorsi -, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie - anche se nei Paesi dove ciò avviene il numero degli aborti non diminuisce -; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate - giusto, sono le uniche ormai a fare figli - e - come ultimissima cosa, ma solo per condannare "la piaga del precariato" - rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità".

Non potevate risparmiarci nemmeno i riferimenti alla "offensiva clericale contro le donne", definita con spiccata fantasia lessicale una "vera e propria crociata bigotta", né l'attacco alla "oscena proposta di moratoria dell'aborto", che tratterebbe le donne "da assassine e boia". E qui vien da chiedersi quando la finirete di svendere il vostro pensiero al luogo comune, e se sappiate leggere il giornale per il verso giusto. Ma poi qualcuno mi ricorda che voi, signore, siete le più colte, le più illuminate, tutte artiste scrittrici scienziate.
Allora vi chiedo umilmente scusa, oltre a un'ultima, piccola, cortesia: silenzio, prego.

Le parole che dicono le cose

martedì, febbraio 12

Alla faccia dei moderati

"La segreteria politica nazionale del Partito Azione Sociale di Alessandra Mussolini - nientemeno! - ha ratificato all’unanimità la decisione di aderire alla lista del Popolo delle Libertà per le prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile".

Lista pro life

Caro Giuliano, tanti auguri per la tua buona battaglia!

lunedì, febbraio 11

«Rialzati, Italia!»

Il paese dei Paloschi

Ancelotti gli aveva detto "gioca vicino a Pippo e quando alzano la testa vai lungo che te la danno la palla", un attimo prima di mandarlo in campo contro il Siena. E un attimo dopo lui è andato lungo, vicino a Pippo, dietro hanno alzato la testa e la palla gliel'ha data Seedorf - aveva ragione il mister, ancora una volta. Un rimbalzo e poi il collo destro, forte, pieno, a incrociare, fino all'angolino basso, come ha imparato bene in questi anni nelle giovanili del Milan.
Diciotto anni, venti secondi, un gol: di favole ne accadono ancora.
E chissà come aveva aspettato la partita, magari si era svegliato di notte, aveva controllato che fosse tutto a posto, che nessuno gli avesse rubato le sue scarpe da calcio.
Grazie Alberto, vorremmo che la tua favola fosse di tutti noi, e forse è davvero così.

sabato, febbraio 9

Geni si nasce, se si nasce

La straordinaria storia di Franco Zeffirelli, miracolosamente venuto al mondo per l'ostinata volontà di una madre che, scampata a tre tentativi di aborto, l'ha partorito anche se lui non ci doveva essere, anche se non era previsto, anche se non era opportuno. Semplicemente per un amore senza programmi.
"Credo sia un discorso semplice - dice oggi il regista fiorentino - la mamma, quale che sia la sua condizione, è il tramite sacro per entrare nel mondo, è un ascensore per scendere giù, e se lei non ti aiuta, l’ascensore non funziona, si blocca; e l’amore rimane tutto strozzato”.

Leggi qui tutto il racconto di Claudio Cerasa (http://cerazade.blogspot.com/), pubblicato sul Foglio del 7 febbraio.

martedì, febbraio 5

Oil-money

Gli stretti fili che legano politica e affari ce li spiega bene questo sito segnalato da Massi.
Qui invece il traffico delle esportazioni di armi nel mondo. Anche dall'Italia...

domenica, febbraio 3

Waiting for wednesday

Qualcosa si muove

"Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio, e assistito adeguatamente. Con il momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e, quindi, all'assistenza sanitaria".
Che frasi di una ragionevolezza inattaccabile come queste (tratte da un documento congiunto firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia di tutte e quattro le facoltà di Medicina delle università romane) siano motivo di scandalo e di inutili alzate di scudi da parte dei difensori della 194 a ogni costo - anche 30 anni dopo, anche se la scienza è cambiata e dice cose nuove, diverse, su quella vita che ancora si ostinano a non chiamare vita - è la vera contraddizione di questa nuova battaglia che ci aspetta. Una battaglia senza regole che dovrebbe però fissarne almeno una: aprire gli occhi, sostenere lo sguardo della realtà senza abbassare il proprio, insomma riconoscere quel che c'è, prima e aldilà dei nostri diritti e desideri, di cui abbiamo finito per diventare schiavi.

Ci pensa Pato

I tifosi viola fischiano durante il minuto di silenzio per la mamma Rosa di Berlusconi? Ci pensa Pato a servire la vendetta, al minuto 77, con una rete d'altri tempi.
Comunisti, zitti e a casa!

venerdì, febbraio 1

Benvenuti

ADORNATO E SANZA LASCIANO FI E VANNO CON CASINI…
(Agi) - I parlamentari Ferdinando Adornato e Angelo Sanza hanno ufficialmente lasciato Forza Italia per aderire all’Udc di Pier Ferdinando Casini. L’annuncio e’ stato dato dai due deputati nel corso di una conferenza stampa al gruppo di Montecitorio del partito centrista. "E’ un fatto molto importante - ha sottolineato Pier Ferdinando Casini - non solo accogliere due amici, ma l’espressione migliore del cattolicesimo liberale italiano. Questo e’ quello che ci interessa", perche’ "noi siamo un partito di centro democratico cristiano, ma oggi questa definizione non basta piu’".

Casini ha sottolineato l’importanza del passaggio dei due parlamentari nel suo partito: "Per noi e’ molto importante - ha spiegato Casini - l’adesione di Sanza e Adornato ha un alto significato, che ci consentira’ di avere una grande presenza in un mondo sempre piu’ attento ai nostri valori ". Casini ha poi annunciato che alle prossime elezioni Ferdinando Adornato "sara’ fra i capilista in diverse regioni insieme a me, Cesa e Buttiglione". "Oggi - ha spiegato invece Adornato - abbiamo inviato una lettera al presidente Silvio Berlusconi e al coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi per spiegare le ragioni della nostra decisione. Non si tratta di una scelta improvvisa - ha spiegato Adornato - ma e’ il frutto della maturazione di un percorso".