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domenica, ottobre 12
Milano di nuovo
martedì, ottobre 7
Ateo devoto difende le ragioni della Chiesa da un suo cardinale in materia d'amore
“La prossimità corporea delle persone prima del matrimonio è un fatto”, dice eufemisticamente il cardinal Martini. E’ vero: i ragazzi e le ragazze, anzi ragazzini e ragazzine (e poi su su con l’età le cose cambiano ma non di molto) scopano come pare a loro, e piace (non sempre piace, per la verità). Martini ne desume che la chiesa non ha riconosciuto questa realtà, le si è messa contro, ha perso autorevolezza, e quindi dovrebbe chiedere scusa per l’enciclica Humanae vitae scritta da Paolo VI nel 1968, il testo che diede scandalo e mise il Papa in una situazione di tormentosa solitudine.
(...)
Penso anche io che “la prossimità corporea delle persone prima del matrimonio è un fatto”, ci mancherebbe, ma non ne deduco che l’ultima istituzione capace di ragionare d’amore, cioè la chiesa con la sua dottrina cattolica e la cultura cristiana in generale, debba rinunciare alla propria esperienza e alla parola razionale per prosternarsi in un mea culpa di fronte alla libera libido moderna. Perché mai? Può essere, e lo dico da laico, lo dico accettando senza obblighi di coscienza e di fede la diagnosi e le indicazioni di Benedetto XVI e dei suoi predecessori, può essere che la “prossimità”, la promiscuità, il divorzio, l’aborto, l’infertilità generalizzata siano testimonianze straordinarie di amore moderno, ma può essere vero il contrario. Vogliamo continuarla questa discussione, o vogliamo chiuderla con le scuse oscurantiste della chiesa cattolica, con una bella abiura, e con il trionfo del secolarismo più invadente, ideologico e saccente?"
Leggi qui tutto l'editoriale di Giuliano Ferrara (Il Foglio, lunedì 6 ottobre 2008)
(...)
Penso anche io che “la prossimità corporea delle persone prima del matrimonio è un fatto”, ci mancherebbe, ma non ne deduco che l’ultima istituzione capace di ragionare d’amore, cioè la chiesa con la sua dottrina cattolica e la cultura cristiana in generale, debba rinunciare alla propria esperienza e alla parola razionale per prosternarsi in un mea culpa di fronte alla libera libido moderna. Perché mai? Può essere, e lo dico da laico, lo dico accettando senza obblighi di coscienza e di fede la diagnosi e le indicazioni di Benedetto XVI e dei suoi predecessori, può essere che la “prossimità”, la promiscuità, il divorzio, l’aborto, l’infertilità generalizzata siano testimonianze straordinarie di amore moderno, ma può essere vero il contrario. Vogliamo continuarla questa discussione, o vogliamo chiuderla con le scuse oscurantiste della chiesa cattolica, con una bella abiura, e con il trionfo del secolarismo più invadente, ideologico e saccente?"
Leggi qui tutto l'editoriale di Giuliano Ferrara (Il Foglio, lunedì 6 ottobre 2008)
venerdì, agosto 22
domenica, agosto 3
«Che cosa dobbiamo fare? Andate al fondo di voi stessi»
«È il desiderio che assicura la fede reale, perché la fede reale è il riconoscimento della sua presenza, di questa presenza, ma quel riconoscimento non è vero se non coincide con il desiderio. Il desiderio è il primo gesto, e a mio avviso l’unico gesto, in cui la verità dell’uomo si gioca, gioca se stessa realmente per far posto al Signore».(don Giussani)
sabato, luglio 26
«Il vostro amore è come rugiada che all'alba svanisce»
Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria della notte dire meraviglie. Perché pare che tutto ci voglia nascondere. Vedi, gli alberi sono, le case che abitiamo reggono. Noi soli passiamo via da tutto, aria che si cambia. E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile.
(Rainer Maria Rilke, Elegie Duinesi)
(Rainer Maria Rilke, Elegie Duinesi)
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