lunedì, settembre 29

Happiness only real when shared


Sulla brutta scoperta che a volte non basta nemmeno vincere un derby con gol di Ronaldinho per tornare a casa contenti.

sabato, settembre 27

Apocalisse amore

Il cuore degli uomini è un abisso, anche /

il tuo che ora indolente /
dal petto come dai vetri rotti /
di un auto /
si alza e si rovescia a guardarmi, /

un grande occhio /
pieno di fuochi...

(Davide Rondoni)

giovedì, settembre 25

Scienza & Vita: quella legge sia pro life

Comunicato del 25 settembre 2008

I recenti pronunciamenti giurisprudenziali sulle questioni di “fine vita” e l’orientamento del Parlamento a regolamentare la materia inducono l’Associazione Scienza & Vita a partecipare al dibattito pubblico su un’ipotesi legislativa. Scienza & Vita ribadisce i principi che ha sempre sostenuto a tutela della vita umana e della sua indisponibilità e auspica che un eventuale intervento legislativo si ispiri a quel “favor vitae” che è la vera matrice unificante dei valori costituzionali.
A questo proposito l’Associazione riafferma: Sì ad una legge che proibisca l’eutanasia in tutte le sue forme e l’abbandono del malato; No all’accanimento terapeutico; Sì all’alimentazione e all’idratazione come sostegno vitale; Sì alle cure palliative e alla terapia del dolore; Sì alla promozione di ogni forma di assistenza e di sostegno al malato e alla sua famiglia; Sì al rafforzamento della relazione medico/paziente, basata sull’alleanza terapeutica, quale luogo in cui si collocano sia le volontà del paziente, dichiarate in modo “certo” e “inequivocabile”, sia la responsabilità del medico – in ogni situazione clinica – di valutare in scienza e coscienza nel rispetto del bene supremo della vita; No ad una legge sul testamento biologico come forma di autodeterminazione quale scelta insindacabile su come e quando morire.


Fa eco Francesco Agnoli: "I laicisti trionfano" (Il Foglio, 25 settembre 2008)

"Se ben comprendo alcune dinamiche, mi sembra che, ignorando prese di posizione in senso contrario, ad esempio da parte di personalità come Adriano Pessina e dei medici di “Medicina e persona”, si ipotizza che la congiuntura politica sia tale da permettere di ottenere un successo, una legge cattolica, o meglio, una legge rispettosa del diritto naturale. Il mio ottimismo, in verità, è assai più moderato: preferisco resistere, in trincea, tenendo alti i principi, le posizioni, che gettare il pallino nell’agone parlamentare, da cui poi non si può mai tornare indietro: possiamo prevedere cosa succederà?"


In Triennale con Sottsass


martedì, settembre 23

Bagnasco cambia rotta e Ferrara non ci sta

23 settembre 2008
Eminenza, qui la cosa non funziona
Il capo dei vescovi molla una posizione strategica sul tema della vita

di Giuliano Ferrara

Eminentissimo e reverendissimo cardinal Bagnasco, stavolta non siamo proprio d’accordo. La sua di ieri fu una prolusione buona e onesta, ma la parte relativa al testamento biologico, altrimenti detto dichiarazioni o direttive anticipate, dava l’impressione di una rinuncia. Di più, le sue parole di accettazione del testamento biologico davano l’impressione di una risposta intimidita e confusa a una cultura postmoderna che si mangiucchia pezzo per pezzo non tanto, ciò che non è la nostra specialità, la dottrina della chiesa, quanto ciò che resta della resistenza culturale al relativismo soggettivista. Se abbiamo capito bene, al di là dei dettagli e delle interpretazioni, il cuore del suo intervento sul caso di Eluana Englaro, e la sua novità, è in questo: fate pure una legge in cui si registri come norma universalmente valida la volontà soggettiva sul tema di come si desidera morire.

La vita è un tabù, nel senso che è un mistero. Nel mondo liberale figlio della cultura creaturale giudeo-cristiana e del suo concetto di persona titolare di diritti innati, “life, liberty and the pursuit of happyness”, la vita è un dogma costituzionale. Se le cose stessero altrimenti e laddove effettivamente stanno altrimenti, della vita si potrebbe fare, e si fa in effetti, quel che si decide di fare di volta in volta, in base a considerazioni di arbitrio soggettivo che si fanno legge, cultura, norma giuridica e morale. Al servizio anche della morte, se necessario, come nei casi dell’aborto volontario e dell’eutanasia. Se su questo fronte la chiesa cattolica tiene, tutto tiene, in un certo senso. I tabù sono fatti anche per essere elusi o violati o trasgrediti. Ma abbatterli e proclamarli morti e sepolti di fronte al mondo equivale ad abbattere il mistero, che è il pane della fede e della comunione liturgica nella chiesa, se non erriamo. Per quanto ci riguarda, peggio ancora, equivale a recidere quel “legame” di intelletto e d’amore che dà senso a una civiltà liberale e alla libertà. Equivale a trasformarla piano piano, passo dopo passo, in una democrazia libertaria su fondamento ateo e materialista. Puoi rifiutare una cura e lasciarti morire. E’ un fatto. Ma una legge che stabilisca questo fatto come diritto è un’altra cosa. Se la legge sia accettata e filtrata dal pensiero cristiano, è un’altra cosa ancora.


Ecco cosa aveva detto il giorno prima l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei ai vescovi italiani.

"Si è imposta una riflessione nuova da parte del Parlamento nazionale, sollecitato a varare, si spera col concorso più ampio, una legge sul fine vita che – questa l’attesa − riconoscendo valore legale a dichiarazioni inequivocabili, rese in forma certa ed esplicita, dia nello stesso tempo tutte le garanzie sulla presa in carico dell’ammalato, e sul rapporto fiduciario tra lo stesso e il medico, cui è riconosciuto il compito – fuori da gabbie burocratiche − di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza”.


E qui il bravo Piol osserva che cosa è cambiato rispetto a quanto aveva affermato Ruini sul caso Welby.

lunedì, settembre 22

«Papà, perché...?»

2. Perché dei dipendenti dovrebbero esultare al veder fallire l'azienda per cui lavorano?

Un malriuscito tentativo di risposta qui.

Infographic

venerdì, settembre 19

Corrispondenze

Maggio 2006 - Oriana Fallaci: Sai, mi dispiace molto morire. Infatti me ne vado con molti dispiaceri, ma il dispiacere più grosso è averti trovato così tardi e aver passato così poco, troppo poco tempo con te. Non so nemmeno chi eri, com’eri. Di te so soltanto chi sei oggi, una persona nella quale mi riconosco completamente, sebbene io sia completamente diversa da te.

Leggi il carteggio tra Monsignor Rino Fisichella e Oriana Fallaci.

martedì, settembre 16

«I miei sogni in uno scatolone»

«Il venditore di caffè e ciambelle all'angolo tra la Settima Avenue e la Cinquantesima Strada da questa mattina sarà senza clienti. Dovrà trainare il suo baracchino da qualche altra parte: i ragazzi di Lehman Brothers non esistono più. Pieno di rabbia ha attaccato un cartello scritto a pennarello sopra il termos fumante: "Non si servono giornalisti". Non ha dubbi: "Hanno creato il panico, fatto scappare gli azionisti e ucciso una banca che si poteva salvare".

Il palazzo è assediato dalle telecamere, dieci camion con l'antenna satellitare si sono piazzati durante la notte lungo i marciapiedi, i turisti fanno la fila per farsi fotografare davanti al simbolo della fine di un'altra epoca del capitalismo. I diecimila dipendenti di questo grattacielo entrano in silenzio, hanno l'ordine di non parlare. Domenica sera, quando il sito internet del New York Times per primo aveva dato la notizia della bancarotta, hanno capito che era davvero finita (...)».


Leggi tutto l'articolo di Mario Calabresi su Repubblica.it

«Papà, perché...»

1. Perché se il petrolio è sceso da 140 a 91 dollari al barile il prezzo della benzina resta invariato?


Word-ing inaugura una piccola rubrica fatta di domande semplici come quelle che un bambino farebbe a suo padre. Alcuni sorrideranno con superiorità, altri forse ci penseranno su almeno qualche istante, nessuno risponderà.

lunedì, settembre 15

Sgarbi Vs Parente, secondo round

Ridicola intervista del grande Vittorio Sgarbi che risponde a Parente. Lo scrittore, in una durissima lettera aperta pubblicata su Dagospia, accusa senza mezzi termini la Bompiani, casa editrice (gruppo Rcs) diretta da Elisabetta Sgarbi. Questa avrebbe deciso di cancellare la prevista pubblicazione di un saggio su Proust dello stesso Parente, come "vendetta" del litigio a colpi di sms avuto tempo fa con Vittorio, che dice: «Parente si deve rassegnare che se vuole vendere non deve essere il coglione che è ma dedicarsi a scrivere buoni libri. Quante copie potrebbe sperare di vendere di un saggio su Proust? Cinquecento?!»

Leggila su http://dagospia.excite.it/articolo_index_43590.html

«L'università nell'ombra»

«Lascio da parte una valutazione del precedente ministro dell'Università: negativa, anche se a sua scusante può invocare la fragilità del governo di cui era parte e la sua breve durata. Il governo in carica è però robusto e sembra destinato a durare: qual è il disegno del ministro Maria Stella Gelmini? Per ora vediamo azioni, previste in alcuni articoli del super-decreto legge tremontiano di finanza pubblica, il ben noto 112/88: azioni gravide di conseguenze, ma di un disegno di lungo periodo neppure l'ombra. Il fondo di finanziamento ordinario delle università viene progressivamente ridotto e le assunzioni di personale tagliate: insomma, le «bestie-atenei» vengono affamate. Dove possono rivolgersi per nutrirsi? Si trasformino in Fondazioni di diritto privato — questa è la risposta dell'articolo 16 —, diventino più efficienti e cerchino risorse nella società civile: hanno voluto l'autonomia? La usino. «Maestà, il popolo non ha pane (pubblico). E allora si nutra di brioches (private)»: come non ricordare la famosa battuta attribuita a Maria Antonietta di fronte a questa operazione? (...)».

Leggi tutto l'editoriale di Michele Salvati su Corriere.it

Sgarbi sulle signorine di strada

«Molto meglio di tanti arredi urbani».

venerdì, settembre 12

giovedì, settembre 11

Papale papale

"Il Santo Padre ha nominato Membri della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo dal 5 al 26 ottobre 2008 sul tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa: (...)".

Segue una interessante lista di cardinali e vescovi, più un solo prete, vecchia conoscenza di queste colonne, scelti direttamente dal Santo Padre. Tali membri sono quelli che discutono e votano, mentre nelle due liste successive compaiono gli "esperti" e gli "ascolatori" che non hanno diritto di voto.
A guardar bene, ma neanche troppo tra le righe, qualcuno vi scorge le "preferenze" di Benedetto.

Piazze d'Italia. Doninelli a Milano

«In un servizio a puntate sulle piazze d’Italia, mi dice Langone, non può mancare Milano. Gli domando perché. Come perché?, mi fa lui: perché Milano è lì, no?
E io resto di sale. E già, Milano è proprio lì.
Nel momento in cui ricevo questa inconfutabile verità mi trovo in Basilicata. Ma il paesaggio che mi circonda scolora, tende a scomparire».

Leggi tutto l'articolo pubblicato su Tempi.it.

Emergenza carceri

Matarrese: 
«Se serve, celle negli stadi».
Distinti o tribuna?

Paraocchi

«Mi sembra tutto prevedibile, questo è un Paese di codardi che ha paura della verità sulla propria storia».
È il commento sferzante di Giampaolo Pansa alla notizia che il film "Il sangue dei vinti", tratto dal suo omonimo libro sull'altra verità della Resistenza, è stato rifiutato sia dalla Mostra del Cinema di Venezia sia dal Festival di Roma. Naturalmente "per ragioni artistiche". Come se arte e politica fossero, in questi casi, parole diverse.

lunedì, settembre 8

Percentuali

Corriere della Sera, giovedì 4 settembre

«Caro Romano, il 90% delle persone non sa perché vive, lavora, procrea e muore e non sa neanche di non saperlo. Il 9% crede di saperlo, i religiosi in positivo e gli atei in negativo. Lo 0,9% non lo sa e sa di non saperlo, ci pensa e ripensa freddamente e «professionalmente», sono i filosofi e gli agnostici. Infine ci sono io che non lo so, so di non saperlo, mi angoscio, mi dispero e non riesco a capire tutti gli altri, che comunque mandano avanti questo assurdo mondo senza senso. Perché?»
Guido Martinoli

«Credo che il quadro da lei dipinto sia verosimile. Ma non posso rispondere alla sua domanda. Posso soltanto suggerirle, pragmaticamente, di unirsi a una delle categorie descritte nella sua lettera. Si sentirà meno solo»
Sergio Romano

Ferrara risponde a Ezio Mauro

«Ma c’è qualcosa di ancora più importante. Ricominciare a pensare liberamente. Finirla di credere, o fingere di credere, che le questioni di etica pubblica, di considerazione politica dell’esistenza umana moderna come problema, dipendano da una forzatura clericale verso l’autonomia della società secolare. Gli Ezio Mauro e i Giulio Giorello che passano il tempo, lodevolmente e autorevolmente, a stanare i teocon dovunque si nascondano, e qualunque cosa voglia dire questa buffa espressione, e sono così svelti a castigare o blandire i cardinali, a seconda del loro orientamento più o meno “ruiniano”, potrebbero fermarsi, tirare il fiato, e riflettere: in America non c’è un Concordato, c’è una ferrea separazione tra stato e chiese, eppure in questo modello civile appena esaltato dallo stesso Benedetto XVI la questione del significato e della verità del vivere ha una incredibile fortuna, gode di un’altissima considerazione, è sempre e da sempre al centro delle campagne elettorali accanto all’economia, alla politica estera, alla sicurezza nazionale. Invece di continuare a ripetere la solfa palloccolosa dei teocon e dell’interferenza della chiesa nella vita pubblica, sarebbe bene che chi pensa e ama la vita civile ricominciasse a porsi la questione riconoscendo che è un passaggio decisivo del mondo liberale e laico, e che la dissociazione di libertà e vita è lo sconquasso dei tempi moderni, non un complotto culturale della curia romana e dei suoi reggicoda reazionari».

Leggi tutto l'editoriale "Che tipi strani, gli americani votano sulla vita", pubblicato sul Foglio di oggi.

domenica, settembre 7

"La Chiesa e i precetti dei teocon", Ezio Mauro su Rep.

«È probabilmente giunto il momento di dire che il grande ritorno della religione nel discorso pubblico e nello spazio politico (che fa parlare di una nuova stagione di post-secolarismo) non è avvenuto in Italia attraverso il "fatto" cristiano, e cioè il messaggio della rivelazione e del Credo, ma attraverso la precettistica e la dottrina sociale: nel presupposto che coincidano entrambe da un lato con la Verità (e dunque siano in grado di liberare potenziali di significato più profondi e duraturi delle verità laiche, tutte relative) e dall'altro con il diritto naturale, perché la Chiesa ha sempre sostenuto la sua competenza su tutta la legge morale, non solo quella evangelica ma anche quella naturale, in nome della connessione tra l'ordine della Creazione e l'ordine della Redenzione
(...)
Questa ideologizzazione morale del cristianesimo, dove la norma e il precetto parlano più del Credo e del Vangelo, ha recintato negli anni di potere del Cardinal Ruini un perimetro nuovo e vasto, inglobando gli atei devoti e la nuova destra paganizzante italiana: a cui la Chiesa ha fornito un deposito di tradizione profonda altrimenti inesistente e addirittura un fondamento di pensiero forte che la prassi vagamente idolatra del berlusconismo non era in grado di elaborare.
(...)
Oggi, in qualche modo, si rompono due anelli di questo mondo che tiene insieme vecchio e nuovo. Con Ruini è finita anche l'autonomia del ruinismo, questo potere disarmato ma costituente e fondativo di un'identità cristiano-conservatrice nazionale. Non soltanto la Cei ha cambiato il suo registro, insieme con la leadership. Ma soprattutto, la Segreteria di Stato ha ripreso in mano il rapporto con le istituzioni e con la politica italiana, restituendo l'Episcopato al suo compito tradizionale (...)».

Leggi qui tutto l'articolo.

Parole grosse, bisogna ammetterlo. E non poco condivisibili. Si tratta di rispondervi, di contraddirle, se ci si riesce, o di sostenerle, almeno in parte. Su una cosa, per cominciare, Mauro può star tranquillo. Quando, come lui aspica, la Chiesa si dedicherà esclusivamente al "fatto cristiano", e cioè alla rivelazione e all' "ontologia" - come la chiama - il giudizio morale e politico sull'etica e sulla società ne risulterà ulteriormente approfondito, ancora più forte, più creativo e originale di quanto non fosse prima. Non si illuda, insomma, che tornare a occuparsi delle "cose di chiesa" significhi per la chiesa abdicare dalla responsabilità di distinguere il vero dal falso, l'umano dall'inumano. Che la fede, insomma, continui a informare la vita, a proclamare la verità unica e tutte le verità particolari in essa comprese, di questo Ezio Mauro può stare certo.

«Maledetti ciellini, ci sconfiggerete»

«Che scoperte ho fatto quella sera e il giorno successivo vagando per il Meeting? Soprattutto tre. La prima che lì c'era un popolo, ossia una folla sterminata di gente comune ma non qualunque (...). La seconda grande scoperta è che questa gente non ti chiedeva da dove venivi, ma voleva soltanto comprendere dove stavi andando (...). La terza scoperta sono stati i giovani che lavoravano al Meeting, dalla mattina fino a tarda sera (...)».

Leggi tutto l'articolo "Quel Meeting ci batterà" di Giampaolo Pansa pubblicato su L'Espresso (11/09/2008).

martedì, settembre 2

Oggi un rimpianto

Alla fine il Milan ha mancato l'unico acquisto che poteva cambiare le cose.
Un attaccante che magari non sa neanche palleggiare, ma fa gol. Dici poco nell'era del calcio spettacolo berlusconiano.

lunedì, settembre 1

Se uccidere i cristiani non fa scandalo

"Ma quante pretese, e che tormento con questa storia dei cristiani perseguitati nel mondo, delle suore arse vive dai fondamentalisti indù, con la Chiesa che implora addirittura un intervento dell`Onu perché metta un freno a quegli sporadici episodi di discriminazione religiosa che esageratamente i cattolici definiscono «cristianofobia» .
Ma davvero, con tutti i guai che infestano il Pianeta, dovremmo preoccuparci dei villaggi cristiani in India rasi al suolo, degli orfanotrofi incendiati, dei bambini inseguiti fin dentro la giungla da branchi di fanatici armati di coltelli? (...)".

Leggi tutto l'editoriale di Pierluigi Battista pubblicato oggi sul Corriere.