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lunedì, agosto 3

Morali o moralisti

«La Ru486 rivela la moralità teorizzata e praticata da quanti, in questi ultimi mesi, ci hanno riempito di chiacchiere sulla rilevanza pubblica di certi comportamenti privati. Secondo la più autentica tradizione della Chiesa, mille incoerenze etiche non distruggono né il benessere, né la libertà del popolo, invece un attacco violento contro la sacralità della vita, questo sì è un evento che devasta la nostra vita sociale».

(don Luigi Negri)

sabato, marzo 14

La carezza che non sappiamo più donare

Al direttore - Su fine vita, testamento biologico, eutanasia, possiamo continuare a organizzare tavole rotonde, quadrate e rettangolari, ma temo che non arriveremo mai a capo di nulla. L'altro giorno ho visto però la risposta vera a tutti questi nostri quesiti: la risposta sta in una carezza, la carezza che il Papa ha regalato a Gian Piero Steccato, un uomo che da più di dieci anni è paralizzato, muto, cieco, un po' sordo e attaccato a un respiratore. Muove mezza bocca (storta) e il mignolo della mano sinistra. Uno si può domandare: ha senso un'esistenza del genere? Sì che ha senso! Gian Piero è andato da Ratzinger per festeggiare i 35 anni di matrimonio e per fargli sapere che "ho voglia di vivere, sono entusiasta e curioso, amo la natura e il mondo in cui ho la fortuna e il privilegio di esistere. Sono consapevole che la mia fortuna è frutto della volontà del Signore e ringrazio infinite volte per quanto mi viene concesso". Il Papa ha accarezzato Gian Piero a lungo, per quasi un minuto e quell'interminabile carezza è un fatto, non un'ideologia e neanche un discorso (e quanti ne facciamo di discorsi!). È la carezza che ognuno di noi vorrebbe ricevere (anche se non abbiamo la forza di ammetterlo). È la carezza che non sappiamo più donare.
(Massimo Pandolfi, caporedattore del Resto del Carlino sul Foglio di oggi)

mercoledì, febbraio 11

Dire parole vere / 3

Alcuni articoli di oggi da non perdere:

- "Il cristianesimo si ritrova ora solo e vulnerabile", di Giuliano Ferrara su Il Foglio

- "Che spettacolo, il rovesciamento cosmico fatto dal grande Nemico dell’uomo", di Luigi Amicone su Il Foglio

- «Scardinamento dell’umano? Sono certo, qui non prevarrà», intervista di Marina Corradi al cardinale Ersilio Tonini su Avvenire

- «Deturpata? Era bella, sette giorni fa», di Lucia Bellaspiga su Avvenire

«Ci vorrebbe una carezza del Nazareno»

«L’esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque» (Enzo Jannacci, Corriere della Sera, 6 febbraio 2009).
Ma una vita come quella di Eluana si può riempire di senso? Ha ancora significato?
La morte di Eluana non ha chiuso la porta a queste domande. Anzi. Non è tutto finito, come un fallimento della speranza per chi la voleva ancora in vita, o come una liberazione per chi non riteneva più sopportabile quella situazione. Proprio ora la sfida si fa più radicale per tutti. (...)

Scarica il volantino di Comunione e Liberazione.

martedì, febbraio 10

Atto di guerra alla carità

Ferrara: nessun feticismo della legge, conta il diritto alla vita
(sul Corriere di oggi, in risposta a Panebianco)

Ha avuto un significato culturale chiaro il trasferimento di Eluana Englaro dalla clinica di Lecco dove viveva affidata alle cure delle suore Misericordine, in una carità santificante e benedicente anche per noi atei imprudenti (per noi Ferrara, Jannacci, Freccero e tanti altri). Hanno voluto passare una donna che dipendeva dagli altri dalla cura ippocratica e cristiana alle mani volenterose di una setta di devori della morte che l'hanno spenta come esito di una vita umana indegna di essere vissuta. È un atto di guerra culturale alla carità, una vittoria del sentimentalismo e della paura sull'amore, uno dei tanti gesti prepotenti e illiberali di trasformazione del laico spirito secolare in una immonda ideologia nullista.

Chi abbassa lo sguardo e chi lo sostiene

Da Repubblica.it, il racconto di una giornalista Rai che ha visto Eluana negli ultimi giorni.
Eluana Englaro era "irriconoscibile" rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine "è stato devastante": è la testimonianza della giornalista della Rai Marinella Chirico, che domenica pomeriggio ha visitato la donna, su invito dei genitori. La giornalista ha trascorso circa tre ore nella stanza di Eluana.
"Eluana - ha raccontato Marinella Chirico - era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l'unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l'impatto".

La testimonianza di Aldo Trento, il valore dei malati più grande della loro malattia.
“Penso al piccolo Victor, un bambino in coma, che stringe i pugni, l’unica cosa che facciamo è dargli da mangiare con la sonda. Di fronte a queste situazioni come posso reagire al caso Eluana? Ieri mi portano una ragazza nuda, una prostituta, in coma, scaricata davanti a un ospedale, si chiama Patrizia, ha diciannove anni, l’abbiamo lavata e pulita. E ieri ha iniziato a muovere gli occhi. Celeste ha undici anni, soffre di una leucemia gravissima, non era mai stata curata, me l’hanno portata soltanto per seppellirla. Oggi Celeste cammina. E sorride. Ho portato al cimitero più di seicento di questi malati. Come si può accettare una simile operazione come quella su Eluana? Cristina è una bambina abbandonata in una discarica, è cieca, sorda, trema quando la bacio, vive con una sondina come Eluana. Non reagisce, trema e basta, ma pian piano recupera le facoltà. Sono padrino di decine di questi malati. Non mi interessa la loro pelle putrefatta. Vedesse i miei medici con quale umiltà li curano”.


Il dramma morale, la decisione per il bene o per il male, comincia dallo sguardo, dalla scelta di guardare il volto dell'altro o meno. Il volto dell'altro è carico di un appello alla mia libertà, perchè lo accolga e ne prenda cura, perchè affermi il suo valore in se stesso e non nella misura in cui viene a coincidere con un mio interesse.
(Benedetto XVI)

Poco meno degli angeli

«Che cosa è l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato».

(Salmo 8, dalla liturgia di oggi)

Ecco la legge che salva Eluana. Un giorno dopo

Da Tgcom.it:

Eluana, Senato: passa la mozione Pdl
Sì a obbligo nutrizione e idratazione

Con 159 voti a favore, 104 contrari e 3 astenuti l'Aula del Senato ha approvato la prima parte della mozione della maggioranza. Con 164 voti a favore, 100 contrari e un astensione l'Aula ha invece approvato l'obbligo della nutrizione e dell'idratazione. La mozione, su richiesta di Francesco Rutelli (Pd), è stata votata per parti separate. Respinti invece i testi presentati da Pd e Idv.

Con 109 voti favorevoli, 151 contrari e 14 astensioni è stata bocciata la mozione presentata dal Pd a firma della presidente Anna Finocchiaro e altri. La mozione dell'Idv è stata respinta con 17 sì, 156 no e 107 astenuti. Nel caso delle due mozioni di opposizione, c'è la coincidenza di astensioni fra Pd e Idv sui rispettivi testi.

Dire parole vere / 2

- "Isacco, Eluana e la mano che non è stata fermata" di Giuliano Ferrara su Il Foglio 10 febbraio 2009

- "Con quale autorità", intervista di Luigi Amicone a Giancarlo Cesana su Tempi

- "Mangiaostie a tradimento - i cattodisidratatori che hanno abbandonato Cristo per adorare la Costituzione" di Camillo Langone su Il Foglio del 10 febbraio

- "Complimenti Napolitano" di Mario Giordano su Il Giornale del 10 febbraio

- "Leopardi / Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana" di Luca Doninelli su ilSussidiario.net

- "Ciao Elu, un pezzo d'Italia muore con te" di Stefano Lorenzetto su Il Giornale del 10 febbraio

- "Pacatamente" di Assuntina Morresi del 10 febbraio su stranocristiano.it

- "Che branco di mascalzoni questi gentiluomini che si dicono laici" di Giuliano Ferrara sul Foglio del 9 febbraio

- "Viva la muerte" di Christian Rocca su Camillo dell'8 febbraio

No grazie, presidente

Don Aldo Trento dice di provare un “dolore immenso” per la storia di Eluana Englaro. “È come se mi dicessero: ‘Ora ti prendiamo i tuoi figli malati’.
E restituisce il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella della solidarietà che gli aveva conferito Napolitano.

Leggi qui la notizia.

Dire parole vere

Ieri sera ero tra quanti hanno assistito alla prima milanese di "Passare la mano delicatamente", monologo in versi scritto da Davide Rondoni sulla vicenda di Eluana.
Quando la notizia della sua morte è arrivata mi sono chiesto che senso avesse ormai quello spettacolo. Stavo per andarmene, ma poi ho deciso di restare.
Mentre lo guardavo ho capito che forse l'unica cosa che possiamo fare in una circostanza del genere è dire la verità, e queste sono parole vere che servono a combattere la battaglia della vita contro la morte che è la menzogna.
"Il primo modo di amare gli uomini è dire la verità", scriveva Giovanni Paolo II nella Novo millennio ineunte. Dire la verità è una forma di carità anche verso tutte quelle persone che in questi giorni professano la menzogna ed è insieme alla preghiera
un altro modo per onorare la nostra amica.



È lei, che senza fare niente, ha attirato tutta questa gente.
Che strano il gran movimento si è creato
intorno a una che è immobile, e nella sua ombra
giace. Di cosa la sua nuda presenza
è stata capace.
Dicono: è finita. Dicono: non ha vera
vita.
Io non so, sono solo
un uomo delle pulizie. Ma se non è vita
cosa è
questa presenza che tanto movimenta, inquieta,
tormenta ? Lei
sta là nella stanza che la separa.
se non è vita cosa è
che avviene tra quei muri ?

(…)

E passare il panno
per la polvere e poi, delicatamente
la mano, per accompagnare
il giro dei pianeti intorno al grido del sole…

(…)

Ma quando ho visto che un giornale
ha messo la sua foto e ha scritto che ora è libera,
libera di morire,
sono andato su, con il magone,
a guardarla dormire.
Per lei viene notte e giorno, estate
e inverno, e ai medici
ho sentito dire
che sulla profonda attività cerebrale
non abbiamo ancora le idee chiare.
Forse fioriscono rose
misteriose nel suo cervello, e immagini
che a noi sfuggono, radiose.

Avrei voluto prenderlo in braccio
povero corpo abbandonato dal mondo,
portarlo, in giardino.
O al mare. Farle
sentire, se ancora lo sente, il mare
e tenerlo così,
in braccio tra le onde, dicendo al suo viso
silenzioso:
non avere paura, non ti lascio andare.

(…)

E però io non capisco, io qui mentre la polvere
dei giorni e dei pensieri pulisco,
e forse per questo sto troppo attaccato a terra
e mi viene da chiamare le cose
con nomi soliti, normali, con lo sfarzo
dei nomi quotidiani, rose
le rose e viole le viole di marzo,
bacio il bacio, guerra
la guerra, e cagna la morte, e vita
la vita, io mi chiedo perché
non la lasciate qui, che fastidio
vi dà ? non la vedete, è là
nel suo silenzio infinito, respira…

(...)

Oh misteriosità infinita
dell’esistenza umana…
se anche finissero di stupirci le stelle
ecco che stupisce la mente
davanti al mistero delle nostre medesime
particelle…

(…)

Non dicono “marcire”. Non chiamano,
stranamente, la morte con il suo nome,
con il suo volto orrendo. Dicono:
riposare. Come fossero diventati tutti
preti. O come se il niente
fosse più desiderabile dell’ultimo
filo di vita.
Dicono: lasciamola andare.
Ma non dicono dove. Non dicono le parole
crude: a morire. Non dicono:
le togliamo il respiro. Non dicono: disidratazione.

(…)

Non dicono: a marcire.
Parlano della morte occultandola.
La evocano, ma tacendola.
Non chiamano con il suo nome la matta
falciatrice di vita, la sfatta
baciatrice di tutti.
La rendono astratta.

(…)

È strano è duro questo pensiero
che oppone alla vita non più
il volto smangiato della morte
ma la sofferenza.
Come se dove fossi tu
dolore,
non potesse
esserci più
dignità di vita.
Fino a preferire
di baciare il volto
della morte, il nero.
Ma non era il dottore
qualcuno a cui aggrapparsi nelle ore
più estreme ?

(…)

Non è solo biologia la vita, ma pensiero
volontà. Quando sono sotto la soglia della dignità
dice il filosofo
si stacchi il sondino
si lasci, se lo chiede, crepare.
Ma chi deciderà, signor filosofo
cosa è sopra o sotto la linea
della dignità ? Lei, coi suoi
ragionamenti
e non ci sarà più necessaria la pietà ?

È come se volessero tutti evitare
di sentire il magone. E di posare
il passo del proprio civile ragionare
su di lei, l’antica fraternità umana, sulla pietà.
Ma chi deciderà a che punto sarai da buttare.
Tu, nel pieno del dolore ?
Sai, filosofo, quanti si butterebbero via in questo
istante, se non li tenesse in vita
la pietà degli altri, la pietà
che sola, ultima, fa riscoprire
la dignità ?

(…)

Lavorano sulle parole, diceva il poeta
che prese la via dell’esilio dall’inferno.
Han lavorato sulla parola figlio.
E poi sulla parola madre, sulla parola
padre.
Le hanno violate, offese, e infine
camuffate, fatte sparire.
Poiché la realtà è più forte
si sono accaniti allora sulle parole.
Sulla parola: figlio, sulla parola: madre,
sulla parola matrice
di tutte le parole: vita e sulla parola che
orienta e disorienta le altre parole:
la parola morte.
Sulle parole che sono come le bambine
che ci prendono per mano per condurci
alla realtà.
Le hanno confuse, le hanno bendate,
le hanno fatte girare su se stesse,
le hanno drogate.
Perché non conducessero
più da nessuna parte.
E rimanessero sospese, infelici,
la parola figlio, la parola morte,
ormai incapaci
di dire qualcosa,
e la parola morire, e la parola io ti amo,
accetta questa rosa…

Il tiranno non muove più le corazzate,
e non ha bisogno delle occhiute
polizie. Muove, paga intellettuali
dalle menti lucide, parolai
che svuotano le parole, il tiranno
muove gente d’immagine e senza
anima che convinca
che tutto è solo apparenza.

Il tiranno divora le parole dentro di noi
per poter divorare la terra
intorno a noi.

Lavorano sulle parole
non solo per coprire il fatto
ma anche per deviare l’emozione.

Non la chiamano esecuzione.

E l’amore è diventata un’idea,
invece che la paziente, la segretamente
festosa comunicazione reale e la reale
custodia della vita,
l’amore è diventata un’idea sentimentale –

e così si può uccidere in nome delle idee,
delle idee buone, si è ucciso,
si uccide, si ucciderà
in nome delle idee piene di bontà…

E si può deviare l’emozione
non piangendo per la morte
ma gioendo per la liberazione…

(…)

Tolgono vita alla vita
prima attraverso le parole,
tolgono il senso, il sale alle parole
poi a lei tolgono l’acqua, il pane

e spengono il sole…

(…)

Ma se si fosse mossa, anche solo alzata
un istante in piedi nel letto,
se si fosse mostrata
più viva, l’avreste condannata ?
E’ la sua debolezza a condannarla…
Avete mosso tutta la potenza
dei giornali, del pensiero dominante,
dei tribunali
tutta la potenza della deviazione
di un sentimento,
tutto il duro portento
di una campagna per la sua morte
contro la sua debolezza…
Invece di avere pietà, che è la parola
più felice, più colorata
di ogni sentimento, di ogni
attenzione, invece
di sostenerle
il capo, di darle da bere…

(…)

Ma chiedo e supplico chi, che cosa
decide quanto vale
quel rimasuglio,
quel minimo giglio
di vita ?

È niente ?
È davvero niente ?

Voi che giustamente non condannate a morire
nemmeno il più animalesco criminale,
colui la cui vita
è annerita dal più fosco e sanguinoso male,
e chiamate vita da preservare
anche quella di chi ha stuprato e ucciso donne
e bambini, e onorate
negli assassini
il loro rotto ventaglio
di dignità coperta di ombre
non volete onorare il rimasuglio, il timidissimo
giglio
di vita che è in lei ?

(…)

Ma chi sei, vita e cosa
è il tuo germinare ?

ti conoscerò, bambina, per i movimenti che susciti,
per gli assalti degli eserciti,
il brillare tra i rami dell’oro dei limoni ?
o per la solitudine
degli stormi che volano e creano
i disegni che ti divertono in cielo, sulle lontane
rose ?

Tutti parlano di te, ragazza
discreta, e dicono di sapere
cosa sei e quale sia
la tua giustizia…Io
non saprei, vedo solo
che ti sleghi i capelli
e osservi stupita, in una oscura
letizia
la nostra naturale voglia di sperare…

(…)

Come dire che tutto è uguale,
vivere o morire, poter scegliere è bene
non poter scegliere è male.
Io ci capisco niente…So
che molte cose nella vita
non le ho scelte, e sono state un bene.
E altre che pur ho scelto
sono state un male.
Non dico solo alle elezioni…

Quando viene un amore, a volte
un figlio, o il vino che ti è offerto,
non lo scegli, ma ti ride nelle vene.

(…)

Il totem, lo spettrale dio
dell’autodeterminazione è l’idolo
più falso che ci sia. Più astratto,
e inutile di fatto.
Non ci autodeterminiamo in quasi niente
-nemmeno nel colore degli occhi
o se passare o no al semaforo
se avere o no un cuore matto-
e vogliono farci credere che valga per nascere
e morire.

È duro stare nella tua stanza.
Come stare su un precipizio immenso.
Ci vuole senso dell’equilibrio
e anche il senso dell’immensità.

Potessi muoverei leggermente la mano
toglierei il velo
silenzioso, leggerei i segni
del respiro, e:
se si potesse sentire il mare.
O forse se ascolto lo sento, sale
nel chiarore dei monitor accesi un riflesso
di luce di fondale,
e nei ronzii medicali
si accordano i perpetui sciacquii
tra gli scogli o nei porto, tra gli scafi navali…
c’è un mare qui, e ti vorrei sollevare
sulle onde, tenerti in braccio, e farci
insieme cullare.

È delirio o forse è l’unica visione
vitale?

(…)

Non siamo soli, sai, piccola, vedo
altri, come in azzurre pietà marine,
inoltràti nell’oceano, tra le schiume bianche
dell’onda, come padri
e madri tenendo i loro figli
i loro amati feriti, tenendoli
per le braccia e per gli occhi
non lasciandoli
all’acqua se non quando il mare
sale e decide di prenderli nel suo grande
abbracciare…

Stiamo qui, mia piccola santa
della stanza numero…
se ora finalmente taccio
tra queste pareti che si fanno strana
raccolta conchiglia
si sentirà la sua voce –
viene a rompere il ghiaccio
che circonda le nostre menti e il cuore,

così vasto e pieno di echi
qui, sì, il mare…



Leggi il testo completo di "Passare la mano delicatamente".

lunedì, febbraio 9

La banalità del male

Da Tgcom.it: 12.12 - Radicali presentano mille emendamenti. I Radicali hanno deciso di presentare al Senato "più di 1.000 emendamenti" al disegno di legge sulla vicenda Englaro. Lo ha annunciato la senatrice Donatella Poretti che ha spiegato come questi emendamenti sono "tutti nel merito e non sono tra loro eguali". I Radicali hanno intenzione di ripresentare gli emendamenti, che la Commissione non riuscirà ad esaminare direttamente per l'Aula prevista alle 19.



Solo il sole
imprimendo pellicola può esprimere
in tanto vecchio odio un po' di vecchio amore.

(Pierpaolo Pasolini)

Così si muore di fame e di sete

Parla Bob Schindler, il padre di Terri Schiavo, in una lettera indirizzata a Beppino Englaro: «Non voglio che nessun altro muoia in questo modo».

domenica, febbraio 8

La vera malattia e la vera guarigione

Gesù non lascia dubbi: Dio - del quale Lui stesso ci ha rivelato il volto - è il Dio della vita, che ci libera da ogni male. I segni di questa sua potenza d'amore sono le guarigioni che compie: dimostra così che il Regno di Dio è vicino restituendo uomini e donne alla loro piena integrità di spirito e di corpo. Dico che queste guarigioni sono segni: guidano verso il messaggio di Cristo, ci guidano verso Dio e ci fanno capire che la vera e più profonda malattia dell'uomo è l'assenza di Dio, della fonte di verità e di amore. E solo la riconciliazione con Dio può donarci la vera guarigione, la vera vita, perché una vita senza amore e senza verità non sarebbe vita. Il Regno di Dio è proprio la presenza di verità e di amore e così è guarigione nella profondità del nostro essere.

Leggi tutto il messaggio del Papa all'Angelus di oggi.

sabato, febbraio 7

Qualcuno risponda

Perché fare morire di fame una donna sarebbe costituzionale, e salvarla no? Perché «fare sopravvivere Eluana è andare contro natura» (Giovanni Reale)? Perché sarebbe «vittima di una tecnologia che costruisce qualcosa di sostitutivo e artificiale rispetto alla natura»? E le medicine non sono qualcosa di artificiale rispetto alla natura?
Perché si ripete che il padre di Eluana sarebbe la persona che la ama più di tutti? E le suore che l'hanno accudita per anni con infinita carità forse non la amano?
Perché si apprezza il «coraggio con cui Napolitano difende la nostra Costituzione» (Rosy Bindi) e ci si scandalizza del coraggio con cui Berlusconi difende una persona viva?
Perché la vita di Eluana oggi sarebbe un "inferno"? Chi può considerare "inferno" la vita di un altro? Qual è il limite per considerarla tale? E, anche se lo fosse, andrebbe interrotta?
Perché d'ora in poi non giudicare indegne anche le vite di migliaia di malati di cui sono pieni i nostri ospedali e che non sono capaci di autoalimentarsi, di provvedere a se stessi, e non mostrano ragionevoli prospettive di guarigione?

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Signor Presidente, la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell’Italia.

Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l’irreversibilità del suo stato vegetativo.

Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l’unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio.

Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico.

Le chiediamo un intervento perché – di concerto con il Governo – sia data una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento – nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese – possa pronunciarsi su un’adeguata legge.

Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello.


Primi firmatari:
Roberto Formigoni, Giancarlo Cesana, Francesco Cossiga, Maurizio Gasparri, Paola Binetti, Vittorio Feltri, Mario Giordano


Sottoscrivilo qui.

venerdì, febbraio 6

Supersilvio

Parole sante:

15:47 Berlusconi: "Senza decreti, cambiare la Costituzione"
Berlusconi ha detto: "Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo"
15:45 Berlusconi: "Napolitano firmi o riunione del Parlamento"
Berlusconi ha detto: "Se il presidente della Repubblica non firmasse il decreto, noi inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas ed approvare in pochissimo tempo, due o tre giorni, una legge che anticipasse quella legge che è già nell'iter legislativo, e cioè quella che contiene questa norma"
15:42 Berlusconi: "Se Colle non firma, subito riunione Camere"
Berlusconi: "Se Colle non firma, subito riunione Camere"
15:41 Berlusconi: "Accoglierei dimissioni di chi non vuole il decreto"
Nel corso del Consiglio dei ministri, secondo quanto si è appreso, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo avrebbe espresso forti perplessità. Ma il premier Berlusconi avrebbe insistito sulla necessità della compattezza dell'esecutivo dicendo, che in caso contrario, avrebbe dovuto chiedere un passo indietro da chi non avesse votato il decreto

15:34 Berlusconi: "Ci sono presupposti di necessità e urgenza"
Berlusconi: "Nel caso di Eluana Englaro sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo in base all'articolo 77 della Costituzione: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti"

15:32 Berlusconi: "Eluana potrebbe fare figli"
Berlusconi: "Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli"
15:30 Berlusconi: "Non farò omissione di soccorso
Berlusconi: "Non farò omissione di soccorso"
15:29 Berlusconi: "Eluana è una persona viva"
Berlusconi ha detto: "Eluana è una persona viva"

Not in my name

Un grandissimo Berlusconi: «Non voglio sentirmi io responsabile di omissione di soccorso. Io non voglio la responsabilità della morte di Eluana». Approvato all'unanimità dal consiglio dei ministri il decreto legge che salverebbe Eluana.
Ma serve la controfirma di Napolitano. Presidente, conceda la grazia.

Se un morto tossisce

Eluana tossisce.
Il medico di Udine, secondo cui lei sarebbe morta 17 anni fa, chiama Lecco e chiede come facevano a farla stare bene. «Accarezzatela, osservate il suo respiro e ascoltate il battito del suo cuore» - si erano tanto raccomandati quella notte prima che l'ambulenza se la portasse via - sono i tre elementi che vi porteranno ad amarla...

Chissà che quella tosse non scuota qualcosa in certe coscienze così sicure di sé e quindi di nulla - il cambiamento del cuore, insieme alla sua vita salvata, sarebbe il più grande miracolo.

Uomini contro Eluana

Da repubblica.it:

Il presidente Napolitano ha auspicato più volte una soluzione parlamentare, una "non frettolosa riflessione" su questi temi che "richiedono un confronto sensibile e approfondito qualunque possa essere la soluzione scelta dai più".

Come per il Colle, anche la terza carica dello Stato sarebbe contraria ad una legislazione d'urgenza sul tema. Secondo fonti parlamentari della maggioranza, Fini avrebbe invitato l'esecutivo "a riflettere", e avrebbe parlato senza mezzi termini di "grave errore".

Secondo Ezio Mauro, "se il decreto salta, si salva il principio dell'autonomia tra i poteri dello Stato".

Il medico Del Monte, "si premura di farci sapere due cose: che lui è sconvolto a vedere com'è Eluana oggi e che lei «è morta 17 anni fa». (...) in questo sguardo che sotto le mentite spoglie di un sentimentalismo dolciastro cela una scorza durissima c'è potenzialmente la sconfitta di tutti i medici italiani" (Davide Rondoni su Avvenire).

Per Umberto Veronesi, "se vedessimo che la politica prevarica la giustizia , sarebbe davvero preoccupante per il futuro". Non importa che la giustizia abbia prevaricato la vita di una persona. Poi aggiunge: "Anche Terry Schiavo ha potuto così concludere la sua disumana avventura". E dopo queste parole trova il coraggio per definirsi "per età e per professione, uno fra coloro che maggiormente ha lottato sul campo per la vita, la sua qualità e per il diritto di viverla nella sua pienezza".


Intanto, mentre questi soloni del diritto riflettono, chiedono confronti, si preoccupano, salvano i principi - strana società quella dove si salvano i principi ma non le persone, mi ricorda un po' liberté egalité fraternité e giù ghigliottine per chi non è d'accordo - Eluana inizia la sua fine.
C'è ancora qualcuno per cui vale la pena che la città non sia distrutta, come l'ateo elefantino ("Gentile presidente firmi. È cosa laica e giusta") o l'ateo Enzo Jannacci ("La vita è importante anche quando è inerme e indifesa. Fosse mio figlio basterebbe un battito di ciglio"), ma questo non basterà, il governo non farà nulla e sembra proprio che la porteranno via.